Orestilla, detta Lilla per fortuna sua e di tutti, era un po' più grande del padroncino. Affetto da sonnambulismo il ragazzo una notte le entrò nella cameretta e le si rivolse al buio chiamandola "zia". 'Macché zia', replicò lei, "mi son la Lilla!'. Il ragazzo, svegliatosi, la prese tra le braccia scoprendo che in effetti, per essere della zia, quel corpo aveva consistenze un po' troppo compatte. Al buio, i due giovani accordarono i loro rispettivi suoni con qualche iniziale difficoltà che, comunque, venne accantonata nel corso del tempo, fino alla notte in cui il padre del ragazzo non subodorò l'ancillare tresca in corso sotto il suo proprio tetto. La Lilla, poareta, venne licenziata. E la zia? - potrebbe domandare chi legge. Eh, la zia ...
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