Negli anni sessanta una cugina romana di mio padre spedì il figlio Livio in un collegio "di preti" a Firenze per tentare di farlo studiare lontano dalle distrazioni della capitale. Il ragazzo, mio coetaneo, nel giro di poche settimane divenne il beniamino di tutti i negozianti del rione ... spendeva e spandeva ... la madre trovava conti da pagare in quantità ... mi pare ora che il periodo fiorentino di Livio sia durato a stento il tempo di un anno scolastico.
Mio padre aveva tentato di sfruttare il mio ipotetico apporto di "biscugino coetaneo" "forzandomi" alla conoscenza di quel "ragazzo isolato". C'incontrammo per la prima volta in un locale di piazza della Signoria, io di contraggenio, mio padre e sua cugina sorridenti, com'è naturale Livio, con il quale - un metro e settantacinque, fisico atletico, biondocrespi i capelli, senz'altro un bel ragazzo - presto chiarimmo le differenze che ci separavano ... in sostanza: a lui piaceva la bella vita, io invece ne rifuggivo in nome degli ideali politici che, sia pure come adolescente, avevo. Lui era direi un "estroverso" sparato, io un "introverso" * affezionato ai tormenti ... eppure avevamo confidenza reciproca e ci dicevamo le cose ... per esempio a Livio il mio modo di vestire, direi austero, non piaceva ... non lo capiva ... a me d'altra parte non piaceva il suo ... Durante una domenica in famiglia il cugino "Fabbrizio", studente marchigiano a Firenze - non so di che cosa discutevamo - diede a Livio senza esitazione il titolo di "puttana"... protettivo nei miei confronti gli disse: "lui non è mica una puttana come te" ... ma nessun contrasto ne nacque, dopotutto eravamo assortiti bene, considero ora ...
Di Livio non so più niente da circa sessanta anni, invano lo ho contattato sapete dove, "Fabbrizio" è morto da decenni. Chi legge avrà intuito la configurazione psicologica cui accenno, comunque per essere più chiaro ricordo il film con Gassman e Trintignant, "Il sorpasso"... trama e finale a parte!
* se è al corrente della complessa tipologia psicologica junghiana, chi legge potrà storcere la bocca; ebbene sì, lo ammetto: qui semplifico.
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