Il professore N, convocato come testimone in un processo originato da un incidente stradale, dimenticò che durante la stessa giornata si sarebbe tenuta una riunione nel dipartimento universitario che gli forniva da vivere, e che sarebbero iniziati gli esami della sessione autunnale. Ubi major minores cessant. Aveva dimenticato i due impegni accademici al punto che, dopo qualche giorno, fu sorpreso dalle richieste, pervenutegli dalla direzione del dipartimento e dalla presidenza della facoltà (scilicet "scuola"), di giustificare le due assenze - o meglio mancanze. A causa anche del disordine regnante sul piano della sua scrivania e del disordine della propria mente, però, il professore si era dimenticato non soltanto della riunione dipartimentale e degli esami. Infatti nel leggere le suaccennate richieste cartacee di giustificazione, non seppe far mente locale sulla causa delle proprie assenze. In altri termini aveva dimenticato anche di essere stato chiamato a testimoniare a carico di un automobilastro che aveva mandato all'ospedale, urtandolo da sinistra, un motociclista. Le masse studentesche intanto rumoreggiavano, sulle pagine del loro periodico "Nosmet", contro di lui, e lo accusavano di scarsa "voglia di lavorare". 'Neanche fossi un magazziniere', pensò il professore. Si rivolse alla segretaria del direttore dipartimentale e le confessò che non sapeva come giustificare le assenze contestategli da tutti. La signorina sapeva bene che il professor N era mancato agli esami e alla riunione per cause importanti come sono quelle giudiziarie. In breve richiamò alla memoria del professore il processo. Ah già, esclamò N, e subito iniziò a scrivere la giustificazione, tuttavia non trovando un foglio bianco nel disordine, né una penna come dovevasi, vergò in rosso pennarellico una prosa esplicativa, che qui ho tentato di imitare, sul retro della fotocopia di una pagina del romanzo Ravenna, di Antonino Pizzuto - oggetto del corso meno seguito nell'intero ateneo. Consegnò quindi alla segretaria il fogliaccio pregandola di trascrivere il testo e farlo pervenire alle autorità della scuola e del dipartimento. 'Non a Nosmet?' domandò la signorina. 'No', rispose il professore.
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