Due amiche fin dall'adolescenza, ormai sessantenni, sposate, madri, una vedova, l'altra con il marito accasato insieme a una giovane, una volta discussero sulla loro condizione: la vedova dichiarava l'altra fortunata perché in fondo il marito l'aveva vivo, l'altra ribatteva che ad esser fortunata era l'amica vedova ... meglio morto che fedifrago, avrebbe potuto dire. Meglio fedifrago che morto, avrebbe potuto rispondere la vedova. Costei essendo mia madre, devo riconoscere che avermi lei raccontato la scena fu un atto sostanzialmente dotato di autoironia, oltre che di confidenza in me come raccoglitore di storie. Difatti oggi a distanza di quaranta e più anni la propongo. Rilanciando il dibattito.
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