Partecipai al mio primo corteo nelle strade del centro una mattina tra il 1962 e il 1964. Frequentavo il liceo-ginnasio Galileo. Gli universitari ramazzarono masse di giovinetti, renitenti a parte, in attesa di entrare nei rispettivi istituti, e le avviarono nel grande cortile di Santa Apollonia; qualcuno oscuramente arringò dall'alto di un loggiato, poi i giovinetti, con alla loro testa gli universitari, si avviarono, da piazza San Marco, verso piazza del Duomo, mi ricordo questo. Restai comunque colpito dal fatto che il nutritissimo corteo occupasse la sede stradale e soprattutto che non rispettasse il rosso dei semafori. Naturalmente non ricordo quale fosse la ragione del raduno di tanti giovani, forse un ministro della Pubblica Istruzione, una riforma universitaria ... né dove andò a terminare il corteo. Nell'autunno del 1967, universitario a mia volta, iscritto a un partito che sarebbe "sparito in un pomeriggio" alle elezioni politiche dell'anno successivo, partecipai agli inizi di ciò che sarebbe rimasto famoso come "il Sessantotto" ... ragione apparente una nuova riforma dell'università ... e ancora "il movimento" si raccolse, ma in un locale, in Santa Apollonia ... logicamente non me ne fregava nulla della riforma universitaria, in ciò dopo quattro o cinque anni non ero mutato ... m'interessava la rivolta ... eppure rimasi stupefatto quando uno dei leader del "movimento" si rivolse all'unico docente che si trovava insieme a noi ... cos'era successo? Quale "soperchieria" avevamo patito? ... quando uno dei leader del "movimento" ... uno che fino a poche settimane prima avevo visto con in mano il quotidiano Il Giorno ... si rivolse a quell'unico sensibile docente chiamandolo con il solo cognome ... senza il canonico "professor" ...
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