La "moglie di Freud"

 Il primo amico e forse il migliore tra i miei colleghi aveva un paio di anni più di me e abitava in un piccolo appartamento in via della Stufa, dalle parti di piazza San Lorenzo. Si era costruito una struttura fatta di legno per sfruttare l'altezza notevole di una delle stanze: sopra il letto, sotto una scrivania. Era una casa da scapolo che poi causa matrimonio sarebbe stata abbandonata in cambio di un bell'appartamento in via delle Caldaie, dalle parti di piazza Santo Spirito. Calore e santità... Tutti sanno che si può stringere amicizia in ambito lavorativo, ma spesso è la cornice soltanto a tenerla in piedi. Nel caso di Piero non ci sarebbe stato il tempo di capire se contasse la cornice o contassimo noi due, infatti ci si oppose la morte. Una volta Piero acquistò una barca a vela dotata di cabina sufficiente per quattro amici, e facemmo un giro attorno all'Elba di cui ancora gli sono grato, alla memoria. Nel 1982. Durante le partite del mondiale di calcio il mare si svuotava... Comunque stamattina mi è venuta in mente una delle tante battute di cui lui era capace. Dopo il naufragio - non della barca a vela, per altro lasciata da qualche parte a deperire, ma del matrimonio di Piero, lui si incapricciò di una bella signora leggermente più giovane di lui e passò alla convivenza nella casa elegante in collina dove lei, una psicologa, abitava. Contrariamente al sottoscritto, come minimo guardingo, Piero si buttava. Veniamo alla battuta: la signora esercitava la psicoterapia in uno studio situato nell'appartamento dove viveva insieme a Piero, in altri termini riceveva i "pazienti" in casa ... forse imbarazzato da tale situazione interferente con certi suoi lunghi pomeriggi, una volta lui m'improvvisò il racconto di una scena in cui lui si presentava nella stanza della psicoterapia e serviva il té ... 'sono la moglie di Freud', concluse Piero, cui devo il sorriso che stamattina si è aperto dentro di me ...

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