Ho l'impressione che il sostantivo "sottogoverno" non sia più in voga, invece cinquanta anni fa era di uso comune. Indicava le forme di potere che un governo, dal comune alla provincia, dalla regione alla totalità nazionale, gestiva scorrettamente sotto di sé. Per cui, quando un mio amico commentò l'incarico psicopedagogico da me avuto in una città vicina a Firenze grazie a un "patronato scolastico", definendone la pratica come "sottogoverno comunista o democristiano", ecco: non mi fece proprio piacere. In effetti l'incarico me lo aveva dato il responsabile del "patronato scolastico" locale* in base alla mia mera appartenenza a un gruppo di psicologi fiorentini accademici e non, d'autorità ... come se il "patronato scolastico" fosse roba sua - ecco l'essenza del "sottogoverno" ... Non mi fece piacere, ma abbozzai e cinicamente detti ragione al mio amico. In questi giorni, non ricordo perché, mi è tornata in mente la formula da lui usata forse senza che considerasse la borsa di studio che lui aveva vinto in una università del settentrione presso una facoltà**, Scienze politiche, all'interno della quale aveva potere decisionale, come professore ordinario, il dirigente nazionale di una formazione extraparlamentare di sinistra cui il mio amico, laureato matematico, apparteneva - militando in trasferta nella città sede della facoltà di cui sopra. Il suo era stato dunque un caso di "sottogoverno accademico di estrema sinistra" ...
* Probabilmente democristiano. ** oggi si chiamano "scuole"... i concorsi universitari erano e sono ancora, nove volte su una, manifestazioni di "sottogoverno" ...
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