Senza libri

R aveva uno studio/biblioteca con sede separata dall'appartamento di sua proprietà, dove viveva con la famiglia. Soltanto tramite una grande apertura al rinnovo dell'arredamento da parte dei familiari R avrebbe potuto trovare posto ai propri libri. Da anni andava ripetendosi che avrebbe dovuto risolvere la contraddizione tra l'averne tanti e il non possederne la sede, ma non si decideva a farlo per pigrizia e per la comodità di avere uno studio in affitto vicino "a casa". A spingerlo fuori dalla descritta stasi furono i vicini residenti nello stabile dove si trovava lo studio, produttori ostinati e brutali di un frastuono insopportabile per R, sia come lettore sia come essere umano. R decise dunque di accordarsi con il proprietario dello studio per un rilascio del medesimo e si mise immediatamente all'opera per eliminare la propria biblioteca, realizzata in circa sessanta anni. Regalò tutti i libri che si trovavano nello studio, meno qualche decina di volumi, a persone singole o variamente associate, a punti di scambio-libri, in un caso a un rivenditore di libri usati. A una biblioteca pubblica. Nel corso di sei o sette settimane e di numerosi viaggi, tempo durante il quale R aveva eliminato anche centinaia di oggetti e carte accumulati negli anni, nello studio non rimase più un solo libro. Infine avvenne il trasloco dei pochi mobili rimasti, schiaffati nella cantina "di casa". Per i motivi descritti R ora si trovava privo di una parte del sistema che era divenuto negli anni lo studio/biblioteca ... di cui rimaneva soltanto la componente umana. R senza libri dunque, senza studio/biblioteca. Che cosa gli sarebbe successo? 

Commenti