L'appartamento in cui ho vissuto con i miei dal 1954 fino al 1975 era piuttosto grande, direi, comunque fosse aveva la cosiddetta zona notte separata dalla zona giorno con una porta a vetri che una volta, estate 1971, chiusi in modo che le chiacchiere - salottiere ma notturne - tra me e il Berna non disturbassero i miei. Nonostante la ovattata distanza dalle camere dei miei continuammo a discutere - come si dice - animatamente, ma sottovoce. In definitiva eravamo due ragazzi rispettosi, eppure litigare sottovoce risultava ridicolo e, ogni volta che ci ripenso, interiormente sorrido. Discutevamo di politica, lui era simpatizzante del Pci, io invece ero movimentista ed extraparlamentare. Non ricordo l'oggetto della disputa, comunque a un tratto lui disse che i miei ragionamenti erano "uterini". Da ultimo lo accompagnai alla porta e lui se ne andò, o piuttosto lo accompagnai fino a casa sua in moto o in auto, chissà. Propendo per questa ultima soluzione. Avevamo vissuto il noto genere della camminata amicale notturna da una casa all'altra, potenzialmente infinita. Ritengo che questa discussione abbia avviato il termine dei rapporti amichevoli, vecchi di una decina di anni, tra il Berna e me.
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