Quanti morti ho visto

 Ieri mattina sono andato a vedere mia cugina morta. Tornato alle mie solite ore mi è successo di pensare a quante persone morte io abbia visto nel corso del tempo. Anche se non matematico, e scarso in aritmetica, io sono un contatore e uno statistico in proprio. Insieme a mia nonna, "dama" della San Vincenzo de' Paoli, da bambino vidi una vecchina ignota morta a Montedomini, luogo fiorentino di ricovero per persone anziane. Insieme a mia madre, presso l'Arcivescovado fiorentino, di faccia al Battistero, vidi il corpo rinsecchito del cardinale Elia della Costa, la cui morte - leggo -risale al 1961. Avevo ben 14 anni! Spaventoso era quel cadavere e il fatto che a 14 anni io mi facessi tirare da mia madre eccetera. Comunque sia nel 1976 andai in una chiesa nel centro della città a visitare il mio padrino universitario, defunto a poco più di 40 anni. Era affetto da concorsite, ma era morto d'infarto. Nel 1979 ho dovuto guardare ben bene il povero padre mio, defunto dopo mesi di torture mediche varie. Lo accompagnammo nelle Marche, sua terra originaria, eccetera. Di aver visto mia nonna, defunta nel 1989 a 93 anni in un asilo per anziani sito nel viale Mazzini, non ricordo, so bene invece di averne seguito il carro funebre fino in Maremma, dove una tomba aspettava la "sorella Nella" - così secondo l'uso il prete celebrante. Nel 1998 o giù di lì accompagnai una collega, che non se la sentiva di visitare da sola il corpo del suo padrino universitario, in un ospedale appena fuori città dove quel vecchio sociologo era morto. Nel 2003 ho visto, anche stavolta ben bene, mia madre, il cui cadavere dovette sopportare il caldo smisurato di quell'estate. Appena iniziata, per la verità. Fanno otto, o sette, dipende se ho visto o no mia nonna. Direi che alla mia età non ho fatto quantitativamente una grande esperienza visiva in fatto di cadaveri. Il lato religioso dell'esposizione dei cadaveri mi sfugge, d'altra parte essa serve a dimostrare che non sono in questione opinioni, ma fatti, e consente ai vivi di vedere e magari guardare i morti. Il cadavere di mia cugina era esposto in una cappella della cosiddetta Misericordia, antica istituzione fiorentina le cui ambulanze sfrecciano in città eccetera ... non lontano dalla bara ho visto che, alla fine di Febbraio, era ancora in mostra un presepe ... mi sono trattenuto, dopo aver firmato all'ingresso la mia venuta, forse un quarto d'ora scambiando qualche parola con il marito della defunta ... due suoi conoscenti sono arrivati dopo di me ... 

(3 Aprile) In questi giorni, dopo qualche settimana dalla visita qui descritta, ho pensato al volto di mia cugina defunta e adagiata nella bara. Era austero, severo, ciò in contrasto con l'abito messole su indicazione del marito, piuttosto vivace. Apparteneva ovviamente "all'altro mondo", mia cugina, e il suo volto lo segnalava con forza. Io ero un visitatore, un estraneo (provvisorio!) ... Penso a un volto di statua rituale che rimandi a una dimensione da esplorare, immaginaria quanto si vuole, ma in definitiva religiosa. Per cui molte statue vere e proprie evocano il mondo dei defunti, penso. 

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