Andato a visitare mia madre da poco mancata, entro nella camera ardente, di cui la custodia è affidata, scopro, ad un volontario che si dedica alla cura dei defunti prima che costoro ricevano la sepoltura o passino nel forno crematorio. Il custode mi accompagna presso la bara. La defunta ha le labbra coperte di vivace rossetto ed è abbigliata come per una festa, indossa infatti un abito di tulle color champagne. Mentre la guardo concentrato, la salma si muove, solleva il braccio destro, si appoggia sul bordo della bara e si alza un poco, semidistesa. Non faccio a tempo a meravigliarmi, che la defunta volge la testa verso di me, mi sorride e inizia a parlarmi della vita dei morti ... 'insomma', dico, 'dell'aldilà'. 'No', afferma lei, 'i morti vivono come corpi, non come anime, noi siamo morti eppure viviamo'.
Guardo dalla parte del custode, ma non lo vedo, ragione per cui saluto la defunta, che non mi risponde alcunché, e me ne vado, in effetti domandandomi se per caso io non abbia avuto una estesa allucinazione. Fuori dall'edificio dove si trova la camera ardente, seduto ed appoggiato ad una parete, il custode mi guarda e mi sorride.
Guardo dalla parte del custode, ma non lo vedo, ragione per cui saluto la defunta, che non mi risponde alcunché, e me ne vado, in effetti domandandomi se per caso io non abbia avuto una estesa allucinazione. Fuori dall'edificio dove si trova la camera ardente, seduto ed appoggiato ad una parete, il custode mi guarda e mi sorride.
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