Un bambino viene operato

 Durante una mia lunga degenza in ospedale, nel 1982, non so perché fu ricoverato nel reparto cui appartenevo, "chirurgia uomini", un bambino di circa quattro anni, forse meno. Urlava e piangeva molto nei primi giorni dopo che era stato operato. Anch'io avrei potuto urlare e piangere, nei primi giorni dopo che ero stato operato, per cui, anche senza averlo mai visto, dentro di me fraternizzai con lui e formulai l'ipotesi che, così piccolo, lui non sapesse "capire" in alcun modo la grana che gli era capitata e quindi "farsene una ragione". Formulai a uno dei miei medici, in parole piuttosto alate, quanto avevo congetturato, ma lui replicò che il bambino non era in grado di fare ragionamenti paragonabili ai miei su di lui. Il brav'uomo scambiava un costrutto intellettuale circa una persona con i pensieri di cui tale persona può essere capace. Stavo disteso nel mio letto, per cui non mi caddero le braccia, in compenso precipitò a zero quel poco di stima che potevo avere per il mio medico. 

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