Sulla spiaggia assistiamo allo scemare della luce e a un tratto un lungo e basso motoscafo di colore giallo guadagna la riva, manovra e, spento il motore, di poppa si ferma un bel pezzo oltre la battigia, tra i presenti. Alcune donne commentano ammirate la manovra eseguita dal loro amico o congiunto, non saprei, il quale dopo essere sceso dal proprio naviglio si pavoneggia mostrando i muscoli. Compie, giallo il costume, alcuni passi da atleta verso l'acqua e si tuffa nei pochi centimetri che la medesima gli offre, in fatto di profondità, poco oltre la battigia. Così fan molti, commento dentro di me, e do il via a un'imitazione dello spavaldo, quasi mi accingessi a un incontro di lotta libera con l'aria, mi avvicino all'acqua e mi tuffo. Imitazione che sarebbe completa se non mi trattenessero a letto le coperte, per cui mi sveglio ...
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