Inizia l'anno scolastico, lo so, ma ne sono fuori, a parte il volume di cosiddetto traffico che la scuola muove e spinge fino ai miei sensi. Ne sono fuori anche come genitore. Del resto salvo due mattinate di impiego non ho mai lavorato nella scuola. Eppure nel 1975, a un'ora come questa, solo nell'appartamento che stavo sperimentando da poco, non abituato ai rumori della piazza vicina, del viale, immaginai - credo non a torto - che il frastuono dipendesse dall'aumento del cosiddetto traffico determinato dalla movida scolastica, e mi sentii in difetto perché non ne facevo parte. Poltrivo a letto mentre il popolo si dava da fare attorno a me. Vile ranocchio nullafacente! Borsista universitario! Oggi sono un cosiddetto pensionato, ma soprattutto sono trascorsi cinquanta anni, alla scuola ci penso, ma da lontano, senza esperienza diretta. Tuttavia ho escogitato l'espressione "movida scolastica", che non mi dispiace...
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