Uno sciopero del personale non insegnante dell'università ha visto alcuni docenti alle prese con gli esami, nonostante il blocco. S transita nei luoghi dello sciopero, gli stessi dove lui si guadagna da vivere come insegnante, stavolta rispettoso del blocco e quindi in pratica collaborativo con i colleghi impiegati amministrativi, tecnici e bidelli. Si ferma presso uno dei sindacalisti e sente che costui depreca i docenti cosiddetti crumiri. Ha in mano alcune liste di studenti iscritti agli esami, il sindacalista, e brontola: "guardate qui, ieri hanno tralasciato di esaminare alcune decine di studenti, ne fanno tremila al giorno, di esami, e poi rimandano questi disgraziati di studenti a un'altra data!" S comprende che il sindacalista disprezza il lavoro dei docenti, ma insieme costui vorrebbe che l'abominio della quantità esagerata di esami fosse perfezionato; insomma, si fanno troppi esami, ma il sindacalista nell'occasione presente brontola perché non si sono fatti tutti, quanti erano gli studenti iscritti. S è in disaccordo sia con i colleghi cosiddetti crumiri, sia con i sindacalisti e i sindacalizzati che garantiscono il quasi blocco. Si allontana, S, poi si volta verso il sindacalista che brontolava e tendendo il braccio destro lo indica senza dire una parola, fino a quando il sindacalista non si accorge di essere oggetto di quel gesto. Più oltre vi sono alcuni gendarmi che sorvegliano la sede universitaria allo scopo di garantire l'ordine, comunque di controllare che lo sciopero non diventi un conflitto magari manesco tra favorevoli e contrari. S ora si trova mescolato ai gendarmi, ne osserva le divise, si perde in alcune considerazioni sulla propria deriva diciamo politica, ma viene risvegliato dal suo stato semicosciente da un collega. Il collega, un cosiddetto reazionario che non ha saputo trovare il coraggio di fare esami "in quel clima" e quindi non ha partecipato al cosiddetto crumiraggio, così si esprime, presenta a S un altro docente, un francese. S non sa cosa dire al francese, gli stringe la mano e mormora: "Nous admirons la France".
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